Portopalo di Capo Passero, estremo lembo sud-orientale della provincia di Siracusa, è un piccolo paese in riva al mare, anzi ai due mari, perché proprio qui si può assistere all'incontro fisico delle acque dello Jonio e del Mediterraneo. Il paese, comune dal 1975, fu fondato nel 1778 dal barone Don Gaetano Deodato Moncada, ma gli insediamenti umani in questa zona risalgono ad epoche ben più remote, come testimoniano le recenti scoperte di reperti archeologici di età paleocristiana presso Scalo Mandrie, uno dei quattro rioni in cui è suddivisa Portopalo.

Oggi il paese conta circa 3000 abitanti e basa la sua economia sulla pesca e sull'agricoltura, ma anche il settore turistico in questi ultimi anni si sta espandendo notevolmente.
Il Porto peschereccio, il secondo della Sicilia dopo Mazara del Vallo, é ben attrezzato e ogni giorno, al rientro dei pescherecci, si può assistere alla suggestiva e caratteristica "Asta del Pesce". Qui è possibile ormeggiare piccole imbarcazioni da turismo.
L'agricoltura si basa principalmente sulla coltivazione del famoso pomodoro ciliegino di Pachino, paese di cui Portopalo, prima di essere comune autonomo, era frazione. E' diffusa inoltre la  coltivazione della vite, del melone, e degli ortaggi.

La costa portopalese è varia e frastagliata: lunghi litorali sabbiosi si alternano a scogliere terrazzate e, in seno a queste ultime, si aprono improvvisamente piccole spiaggette, offrendo così una varietà paesaggistica e morfologica veramente unica. Portopalo quindi rappresenta la meta ideale sia per coloro che amano la sabbia sia per quelli che preferiscono gli scogli, e addirittura, anche nello spazio di pochi metri, si possono avere l'una e gli altri. I fondali marini, ricchi di fauna e flora, sono un richiamo per gli amanti della pesca subacquea (saraghi, cernie, spigole, dentici ed altri pesci popolano ancora i nostri mari).

Portopalo di Capo Passero vanta antiche tradizioni in fatto di manifestazione popolari, laiche e religiose. Fra le più importanti ricordiamo quelle legate alle festività pasquali: durante tutto il periodo della "Passione di Cristo", culminante la sera del "Venerdì Santo", un gruppo di cantori esegue "U Lamientu" ("Il Lamento"), una antica cantilena popolare in dialetto siciliano che narra tutte le tappe della sofferenza di Gesù Cristo. Nel giorno di Pasqua si svolge invece "A Paci" ("La Pace"), che consiste nell'incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna. L'appuntamento estivo che richiama l'afflusso maggiore di persone è sicuramente la "Settimana del Mare", manifestazione in seno alla quale si svolgono il "Palio del Mare", una regata in onore del patrono San Gaetano, e la "Sagra del Pesce".